Una spiaggia fumante, un terreno caldo sotto i piedi e quell’odore pungente di zolfo possono sorprendere anche chi conosce bene Ischia. Quando ci si chiede cosa sono le fumarole, la risposta riguarda un fenomeno di vulcanismo secondario, legato alla risalita di vapore e gas dal sottosuolo. Capire come si formano, quali sostanze liberano e come osservarle in sicurezza rende più interessante, e anche più consapevole, una passeggiata tra i paesaggi dell’isola.
Le fumarole raccontano il calore ancora presente nel sottosuolo
- Sono emissioni di vapore acqueo e gas vulcanici attraverso fratture o terreni permeabili.
- Il fumo visibile nasce soprattutto dalla condensazione del vapore a contatto con l’aria più fredda.
- La temperatura può variare molto, da emissioni tiepide fino a valori vicini ai 100 °C a Ischia.
- Non indicano automaticamente un’eruzione imminente, ma sono un segnale dell’attività del sistema idrotermale.
- Avvicinarsi senza cautela è rischioso per il calore, i gas irritanti e le zone instabili.

Che cosa sono le fumarole e perché producono vapore
Una fumarola è una fessura naturale del terreno da cui fuoriesce una miscela di vapore acqueo e gas provenienti da zone profonde. Il calore può derivare da un corpo magmatico ancora caldo, da rocce riscaldate nel sottosuolo o dalla circolazione di acqua all’interno di un sistema vulcanico.
Quello che vediamo come “fumo” non è normalmente fumo da combustione. È soprattutto vapore che si raffredda e condensa in minuscole goccioline quando incontra l’atmosfera. Per questo la nube può essere più evidente nelle giornate fresche, umide o con poco vento, mentre quasi scompare con aria calda e asciutta.
Il fenomeno rientra nel cosiddetto vulcanismo secondario, cioè l’insieme delle manifestazioni che non comportano necessariamente l’uscita di lava, ma mostrano che il calore interno della Terra continua a influenzare rocce, acque e gas. A mio avviso, è proprio questo il punto più affascinante: una fumarola rende visibile un processo normalmente nascosto sotto i nostri piedi.
Come si formano nel sottosuolo
Il meccanismo parte dall’acqua piovana e sotterranea, che penetra nelle fratture delle rocce. In profondità l’acqua viene riscaldata, assorbe sostanze minerali e può trasformarsi in vapore; la pressione la spinge poi verso l’alto, dove trova vie di fuga attraverso crepe, cavità e terreni porosi.
Il ruolo del sistema idrotermale
Il sistema idrotermale è una sorta di circuito naturale in cui acqua, calore e gas si muovono continuamente. Quando il fluido caldo raggiunge strati più superficiali, può alimentare sorgenti termali, pozze calde, mofete e fumarole. La forma che assume dipende dalla temperatura, dalla pressione, dalla permeabilità delle rocce e dalla quantità d’acqua presente.
Le emissioni non sono sempre uguali. Dopo piogge abbondanti il vapore può aumentare o cambiare aspetto, mentre il vento può disperdere rapidamente la nube. Anche l’odore non è un indicatore affidabile della temperatura o della pericolosità, perché alcuni gas importanti, come l’anidride carbonica, sono inodori.
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Quali gas possono essere presenti
Il componente più abbondante è spesso il vapore acqueo, accompagnato da anidride carbonica, idrogeno solforato e composti dello zolfo. In alcuni ambienti possono comparire anche anidride solforosa, cloruri, fluoruri e altri gas in quantità minori.
L’odore di uova marce associato ad alcune aree dipende dall’idrogeno solforato. Non bisogna però affidarsi all’olfatto per capire se una zona è sicura: a concentrazioni elevate l’odore può attenuarsi e la presenza di anidride carbonica può passare completamente inosservata.
Fumarole, solfatare e mofete non sono la stessa cosa
Nel linguaggio comune questi termini vengono spesso usati come sinonimi, ma descrivono situazioni diverse. La distinzione più utile riguarda soprattutto temperatura e composizione dei gas, anche se in natura i fenomeni possono sovrapporsi.
| Fenomeno | Caratteristiche principali | Che cosa si può osservare |
|---|---|---|
| Fumarola | Emissione di vapore e gas caldi da fratture del terreno | Nubi di vapore, terreno caldo e depositi minerali |
| Solfatara | Area fumarolica con forte presenza di composti dello zolfo | Colore giallastro dei depositi e odore caratteristico |
| Mofeta | Emissione più fredda, spesso ricca di anidride carbonica | Bollicine, vegetazione alterata o gas invisibili vicino al suolo |
| Sorgente termale | Acqua riscaldata dal sistema sotterraneo che raggiunge la superficie | Acqua calda, vapori e depositi minerali |
Questa distinzione aiuta a evitare un equivoco frequente: una fumarola non è una sorgente termale. Le due manifestazioni possono trovarsi vicine e avere la stessa origine profonda, ma una libera principalmente gas e vapore, l’altra porta in superficie acqua calda.
Le fumarole di Ischia tra Maronti e paesaggi vulcanici
Ischia è uno dei luoghi italiani in cui il rapporto tra vulcanismo, acqua e paesaggio si percepisce con particolare immediatezza. L’isola non va immaginata come un vulcano con un unico cratere attivo, ma come un territorio attraversato da un sistema idrotermale complesso, responsabile di sorgenti, vapori, terreni caldi e manifestazioni gassose.
Un esempio noto si trova nell’area della spiaggia dei Maronti, vicino a Sant’Angelo. In alcuni punti il calore proveniente dal sottosuolo contribuisce alla presenza di sabbie calde e vapori, creando un paesaggio insolito in cui mare, roccia e attività geotermica convivono a pochi metri di distanza.
Secondo il Dipartimento della Protezione Civile, sull’isola sono presenti fumarole con temperature massime prossime ai 100 °C sulle pendici di Monte Nuovo e Monte Cito e lungo il litorale dei Maronti. Il dato fa capire perché non sia prudente scavare nella sabbia o toccare il terreno in corrispondenza delle emissioni, anche quando la superficie sembra tranquilla.
Io trovo che il modo migliore per apprezzare questi luoghi sia rallentare e osservare i dettagli. Le variazioni di colore delle rocce, l’umidità, i depositi minerali e la presenza discontinua del vapore raccontano più del paesaggio di quanto faccia una fotografia scattata di corsa.
Come osservarle senza correre rischi
Le fumarole sono interessanti da vedere, ma non sono un’attrazione da esplorare liberamente. Il calore può essere irregolare e concentrarsi sotto uno strato superficiale apparentemente solido. Anche il terreno può essere fragile, soprattutto vicino a fessure, buche o zone umide.
- Rimani sui sentieri autorizzati e rispetta transenne, cartelli e indicazioni locali.
- Non toccare il terreno, non infilare mani o bastoni nelle fessure e non scavare nella sabbia calda.
- Evita di sostare in conche o avvallamenti dove i gas pesanti possono accumularsi.
- Se avverti mal di testa, nausea, vertigini, bruciore agli occhi o difficoltà respiratorie, allontanati subito verso una zona ventilata.
- Non avvicinare bambini o animali alle bocche fumaroliche, anche se l’emissione sembra debole.
Il vento cambia rapidamente la dispersione dei gas, quindi una zona che appare tranquilla può diventare meno confortevole in pochi minuti. Per questo preferisco considerare il vapore un elemento da osservare a distanza, non un invito a cercare il punto più caldo.
La presenza di fumarole, inoltre, non significa automaticamente che un’eruzione sia imminente. Sono manifestazioni compatibili con sistemi vulcanici quiescenti e vengono studiate proprio perché temperatura, pressione e composizione dei gas possono fornire informazioni sull’evoluzione del sottosuolo. Le valutazioni ufficiali spettano agli enti di monitoraggio, non alle impressioni dei visitatori.
Perché gli scienziati le monitorano
Temperatura, portata e composizione dei gas possono cambiare nel tempo. Gli specialisti raccolgono questi dati per capire come circolano i fluidi nel sottosuolo e per individuare eventuali variazioni significative nel sistema vulcanico.
Una singola giornata con più vapore non basta per trarre conclusioni. Pioggia, pressione atmosferica, vento e temperatura esterna possono modificare l’aspetto delle emissioni. Diventa più utile osservare tendenze persistenti e misurate, confrontandole con altri parametri geologici e sismici.
Questa è anche la ragione per cui una fumarola può avere valore scientifico oltre che paesaggistico. Non è soltanto una curiosità naturale, ma una finestra sui processi che regolano il calore terrestre, la formazione delle acque termali e l’equilibrio delicato dell’ambiente vulcanico.
Il modo giusto di leggere una spiaggia fumante
Davanti a una fumarola io cerco tre elementi, calore, vapore e odore, ma senza confonderli con una diagnosi di pericolo. Il vapore mostra che c’è una differenza di temperatura, l’odore può suggerire la presenza di composti dello zolfo e il calore rivela quanto il fluido sotterraneo sia vicino alla superficie. Nessuno di questi segnali, preso da solo, racconta tutta la situazione.
La cosa più utile da portare con sé è quindi una curiosità rispettosa. Le fumarole spiegano perché a Ischia il paesaggio non sia soltanto mare e vegetazione, ma anche un ambiente geologico ancora attivo, da ammirare seguendo i percorsi indicati e lasciando intatto ciò che si osserva.
Una passeggiata tra i vapori dei Maronti acquista così un significato diverso: non si guarda semplicemente una spiaggia insolita, ma si riconosce il legame profondo tra acqua, roccia e calore che continua a modellare l’isola.
